L’OSTRICA SAN MICHELE ORGOGLIO ITALIANO

Carnosa, elegante e succosa. Ma anche grande, corposa e raffinata. L’ostrica San Michele, orgoglio italiano, nasce in Puglia, nella laguna di Varano, riserva naturale e parte integrante del Parco Nazionale del Gargano.

Con inconfondibili contorni madreperlacei che virano al nero, l’ostrica San Michele, orgoglio italiano, è frutto della passione di Armando Tandoi –  definito dagli amici come “Oyster man” – per la sua terra  dove ha scelto di allevare la regina dei molluschi.

Dopo il debutto il 25 marzo 2019 a Milano a Identità golose, la kermesse di Paolo Marchi, l’ostrica San Michele, orgoglio italiano, si impone come nuova eccellenza del “made in Italy”, pronta per essere servita sulle tavole del pianeta.

L’Ostrica San Michele, orgoglio italiano, è la perfetta dimostrazione che in Italia si possano raggiungere livelli di eccellenza nell’ostricoltura: la laguna possiede infatti tutte le caratteristiche idonee al loro allevamento. Acque salate limpidissime di categoria A e sorgenti sotterranee dolci, unite al caldo dello sperone d’Italia, garantiscono un ambiente assolutamente favorevole allo sviluppo armonico del mollusco.

Una prelibatezza tutta pugliese

che trae il suo nome dalla Fontana di San Michele, sorgente che sgorga nel lago di Varano dove, secondo la tradizione, il santo appoggiò una mano per terra facendo scaturire l’acqua. Il suo nome è dedicato all’Arcangelo che combatte e sconfigge Satana e il Gargano di cui, non a caso, è il santo protettore.  

”Abbiamo già dimostrato che in Italia si può ottenere un prodotto competitivo grazie all’allevamento delle nostre ostriche sul delta del Po” – dice Tandoi –  “Allevando oggi l’ostrica di San Michele in uno dei posti più belli al mondo posso affermare che i risultati hanno superato le aspettative. Abbiamo ottenuto un prodotto che ci consente di superare qualitativamente anche paesi leader nell’ostricoltura internazionale”.

Oyster Oasis porta sui piatti del mondo oggi oltre 200 tipi di ostriche alle quali oggi si aggiunge la San Michele. Con i suoi aromi intensi e sapidi, le ostriche hanno sempre rappresentato il cibo degli dei già dai tempi dell’antica Roma, quando Nerone, per deliziare il suo palato, faceva arrivare navi direttamente dalla Britannia.

A distanza di secoli, le ostriche sono diventate proibite, in quanto lussuriose per i loro aspetti afrodisiaci. Oggi sono apprezzate tanto da essere addirittura dedicate alla figura di un potente arcangelo.

Il procedimento

Le ostriche San Michele, orgoglio italiano, portate a dimensione consona in apposite lanterne posizionate in laguna, subiscono una prima fase di preingrasso. Quando raggiungono una certa grandezza, vengono incollate a mano sulle corde agganciate sulle antiche palizzate per l’allevamento dei mitili. Verranno poi sollevate manualmente dall’acqua per riprodurre l’effetto delle maree, quindi lasciate al sole o alla luna, al vento e alle intemperie in modo da acquisire resistenza e forgiarsi completamente. Il controllo della forma della conchiglia durante la sua crescita è di fondamentale importanza, perché dovrà predisporre lo spazio necessario ad ospitare un frutto importante.
La conchiglia dalla forma dentellata, dura, madreperlata alla perfezione con bordi talvolta di rarissima madreperla nera è il frutto tra i più abbondanti mai visti, di impatto brevemente iodato ma che vira subito al dolce e alla complessità. Dapprima vegetale, poi con notevole persistenza di frutta secca e mineralità.

Quella di San Michele è un’ostrica che non si scioglie in bocca, ma richiede un minimo di soddisfacente masticazione.

Vanessa Villa

Lido Riviera: una stagione ricca di eventi a Misano Adriatico!
Privacy - GDPR